Un utente ha pubblicato su un forum di hacking i dati di centinaia di milioni di utenti di Facebook, circa 533 milioni provenienti da oltre 106 paesi, svelando così un possibile data breach sulla nota piattaforma social.

Un esponente interno di Facebook ha confermato su Insider  l’accaduto ed ha affermato che i dati pubblicati erano stati cancellati in precedenza a causa di una vulnerabilità che la società ha corretto nel 2019. Sebbene siano quindi “vecchi” di un paio d’anni, i dati personali trapelati potrebbero comunque rivelarsi preziosi ed utili per i criminali informatici per l’attuazione di truffe online, phishing, SUN swapping e simili.

Tra gli utenti più colpiti troviamo gli italiani, con circa 36 milioni di vittime, valore che porta l’Italia al quarto posto nella classifica delle nazioni esposte a questo attacco informatico per numero di utenti.

Attualmente la quota di account pubblicati rappresenta circa il 20% di tutti gli utenti del mondo, in quanto si stima secondo il report “Digital2021” di We are social, che nel 2021 Facebook sia arrivato a contare oltre 2,74 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo.

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Le piattaforme social sono un posto sicuro per i nostri dati?

Un dato ancora più preoccupante è che questo fenomeno non ha colpito solo la piattaforma creata da Mark Zuckerberg, ma  la stessa sorte è toccata anche a LinkedIn. Sul Dark Web sono stati infatti messi in vendita un archivio contenente i dati di 500 milioni di profili provenienti dal social per i “professionisti del lavoro”.

A segnalare l’avvenimento sono stati i ricercatori della testata CyberNews, che hanno analizzato un campione di 2 milioni di record all’interno del dark/deep web ed ha messo a disposizione il suo Personal Data leak Checker per permettere agli utenti di tutto il mondo di scoprire se sono stati coinvolti nel leak dei  dati inserendo la propria mail in esso.

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