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Posts by Lorenzo Tuzi

pubblica amministrazione cloud

Pubblica Amministrazione, servono tecnologie migliori e personale qualificato

Nei giorni scorsi, l’hashtag #internetdown è stato il più popolare per ore. I siti web della CNN, del New York Times, del Financial Times e del Guardian sono andati ko. Stessa cosa è accaduta per le applicazioni di Spotify e di Twitch.

In molti hanno pensato a criminali informatici ma, in realtà, si è trattato di un guasto alla rete gestita da una società che fornisce servizi di edge cloud.

La rete di Fastly, fornitore di servizi di cloud computing americano che ospita i dati e fornisce le applicazioni ai clienti (per lo più aziende), non ha funzionato. L’incidente è parso ancora più grave in quanto accaduto in concomitanza con l’accelerazione in Italia del trasferimento su cloud di tutti i dati e gli applicativi della Pubblica Amministrazione.

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Cloud sì o cloud no

Se quanto accaduto potrebbe gettare ombre sulla sicurezza o meno del cloud, in ogni caso non se ne possono negare i vantaggi.

Non solo il cloud fa sì che i dati e le tecnologie dialoghino tra loro e questo consente di svolgere dei servizi, ma diminuendo il numero di data center si riducono i punti esposti ad un attacco e migliora così la capacità difensiva.

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T Bridge TRIPS

T Bridge: Innovazione nel settore  della mobilità con il progetto TRIPS

La BU Trasporti e Logistica di T Bridge, azienda del gruppo BV TECH, è partner del progetto di ricerca TRIPS (TRansport Innovation for disabled Peoples needs Satisfaction), un’iniziativa che vuole promuovere una mobilità inclusiva al 100% per tutte le categorie di persone disabili. TRIPS ha infatti le potenzialità e la volontà di diventare un modello di riferimento internazionale per sviluppare un settore dei trasporti e della mobilità inclusivo, funzionale ed efficiente al 100% per le necessità degli utenti più vulnerabili.

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Cino Repetto di T BRIDGE, responsabile progetti di ricerca e smart mobility della BU “Trasporti e Logistica”, che ci parlerà dell’importanza del progetto TRIPS all’interno di un contesto odierno nel quale Il settore della mobilità è diventato un elemento fondamentale per il mercato e la società stessa.

T Bridge con il progetto TRIPS ha l’intento di sviluppare nuove tecnologie e metodologie per innovare il settore della mobilità a livello globale. Quali benefici porterà questa importante iniziativa per i servizi di mobilità e trasporto?

Il progetto TRIPS prevede l’innovazione della progettazione dei servizi del settore dei trasporti per garantire un’inclusività, al 100%, di tutte quelle categorie di utenza più vulnerabili, quali disabili e anziani. Questa iniziativa ha infatti l’ambizione di intraprendere passi concreti per affrontare e prevenire qualsiasi forma di discriminazione causate da barriere ed ostacoli del trasporto urbano, verso tutti i cittadini disabili, e garantire loro una mobilità libera ed indipendente.

Il nostro obiettivo è quello di diffondere un approccio innovativo che veda il coinvolgimento diretto di tutte le categorie di utenti nella co-progettazione dei servizi, in modo da indirizzare le tendenze future dei sistemi di trasporto e della mobilità futura, nonché sviluppare le soluzioni digitali relative ai trasporti in grado di soddisfare le reali esigenze dell’utenza debole, al fine di eliminare queste barriere istituzionali e culturali.

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Il progetto TRIPS richiede l’attuazione di una sperimentazione sul territorio nazionale ed internazionale con una metodologia di lavoro improntata al co-design. Cosa prevede questo approccio di lavoro e con chi vi ha portato a dialogare e collaborare?

Le persone con disabilità giocano un ruolo centrale nel progetto TRIPS. L’ approccio “tecnocratico”, dove sono i cosiddetti Esperti (noi consulenti compresi) a decidere come è meglio risolvere le problematiche di accessibilità, si è dimostrato di scarsa efficacia, in quanto non riescono a cogliere le reali esigenze di tutte le categorie di utenza. Le metodologie di co-design (co-progettazione) sviluppate nell’ambito di TRIPS permetteranno invece agli utenti vulnerabili di diventare protagonisti, insieme agli altri stakeholder, dei processi di progettazione di sistemi di trasporto funzionali, efficaci e totalmente inclusivi. Questo nuovo approccio di lavoro ci ha permesso di comprendere finalmente, in maniera diretta ed in prima persona, le opinioni, le esperienze e le esigenze delle persone disabili.

Il metodo prevede infatti di riunire e far dialogare queste persone con disabilità, esperti di trasporti, policy maker, Servizi sociali e specialisti nelle tecnologie assistive, per stabilire le priorità di intervento e sviluppare delle soluzioni efficaci e funzionali per queste comunità.

Quale è, in particolare, il contributo richiesto a T Bridge?

T Bridge è impegnata su tre fronti in particolare:

  • In ambito tecnologico, ha coordinato una ricerca inerente lo stato dell’arte e i trend di sviluppo delle tecnologie digitali, al fine di metterne a fuoco i potenziali impatti applicativi nel mondo dei trasporti
  • In ambito trasportistico, ha sviluppato una metodologia per la misurazione del grado di accessibilità dei servizi di trasporto da parte degli utenti disabili, denominata MDI (Mobility Divide Index), che ha già suscitato molto interesse e sarà presentata ufficialmente a settembre in occasione della prossima edizione dell’European Transport Conference, l’evento più importante del settore a livello europeo
  • Infine, abbiamo la responsabilità del coordinamento di tutta la fase di sperimentazione pilota, che avverrà in contemporanea in sette città europee

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mining Bitcoin

Mining e consumo energetico, quanto costa estrarre Bitcoin?

L’estrazione di criptovalute, più comunemente chiamato “mining”, è una delle attività digitali più in voga e redditizie al momento.

La sua pratica prevede l’impiego di un grande numero di componenti hardware sotto costante lavoro ed in poco tempo, complice anche la situazione COVID-19, ha portato all’esaurimento di componenti informatici presso molti rivenditori, tra cui le schede grafiche in primis.

Nonostante Il valore del bitcoin negli ultimi anni abbia subito parecchie oscillazioni all’interno del mercato, complici anche i recenti annunci di Elon Musk, e parallelamente, la criptovaluta Ethereum sia in ascesa, il Bitcoin rimane ancora tutt’oggi al centro di molte attività di mining. La sua estrazione è però un processo complicato e “particolarmente dispendioso dal punto di vista del consumo energetico”.

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Il mining è un’attività dispendiosa

Un team di ricercatori dell’Università di Cambridge ha redatto uno studio dove viene dimostrato come, in particolar modo, l’estrazione della criptovaluta “Bitcoin” sia un’attività dall’altissimo consumo energetico.

Il team si era già occupato dello sviluppo del Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index, ovvero un indice che misura la quantità di energia impiegata a livello globale per il mining della criptovaluta. L’indice ha stimato che l’attività di mining consuma 121,36 terawattora (TWh) di corrente elettrica, ovvero idealmente quanto l’intero paese dell’Argentina.

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Healthcare rischio cyber

Healthcare System a rischio

Lo scorso 25 maggio, un gruppo di cyber criminali ha preso di mira gli ospedali nel distretto di Waikato in Nuova Zelanda e in altri centri in Irlanda, rilasciando ai media informazioni private sui pazienti.

La paralisi dei sistemi informatici ha causato la cancellazione di tanti interventi chirurgici, causando forti disagi sui pazienti ricoverati.

L’interruzione dei servizi informatici ospedalieri neozelandesi è infatti avvenuta quasi contemporaneamente a un attacco ai sistemi sanitari in Irlanda che – secondo quanto riportato dal Financial Times – ha colpito il Rotunda Hospital di Dublino, il National Maternity Hospital, il St Columcille’s Hospital, il Children’s Health Ireland (Chi) del Crumlin Hospital e l’UL Hospitals Group, coinvolgendo oltre 146mila persone impiegate nel settore sanitario.

“Questi attacchi ransomware sono crimini spregevoli, soprattutto quando prendono di mira infrastrutture sanitarie critiche e dati sensibili dei pazienti“, si legge in una dichiarazione ufficiale sulla vicenda da parte del governo irlandese.

In entrambe le situazioni non è stato pagato alcun riscatto e, al momento non è ancora chiaro, se gli attacchi in Irlanda e Nuova Zelanda siano collegati.

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Cybersecurity e devices biomedicali: trend e nuove minacce cyber

In BV TECH, il tema è stato approfondito in occasione del webinar Security ideas — Cybersecurity e devices biomedicali: trend e nuove minacce cyber.       

Con i professionisti di Secure Network, Alvise Biffi, Stefano Zanero in qualità di Professore associato al Politecnico di Milano, Giorgio Campiotti ed insieme a Luigi Pampana Biancheri di Esaote, è stato analizzato nel dettaglio il fenomeno degli attacchi a sistemi critici riportandone rischi e tendenze.

Nell’occasione, è stato fornito un quadro sugli strumenti ed attività che le aziende possono mettere in campo per affrontare questo tema crescente all’interno del nostro business.

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5G vulnerabilità

5G e vulnerabilità, come cambierà il mondo della cyber security con la sua adozione?

Il 5G sarà sempre più parte della nostra vita grazie all’integrazione dei servizi che questa tecnologia offre all’interno dei nostri device. Tuttavia, non è esente da potenziali vulnerabilità e la sua adozione potrebbe portare nuove opportunità di attacchi informatici.

La National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti, in collaborazione con l’Office of the Director of National Intelligence (ODNI) e il Department of Homeland Security (DHS) – Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) ha pubblicato un documento sull’analisi dei rischi riguardo l’implementazione inadeguata delle tecnologie del 5G, che potrebbero esporre le sue vulnerabilità e comportare gravi rischi per la sicurezza di tutti gli utenti.

Il documento, dal titolo Potential Threat Vector to 5G Infrastructure, parla infatti di alcuni potenziali rischi a cui andremo incontro quando questa tecnologia sarà implementata nella nostra quotidianità.

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I rischi del 5G, è necessario monitorare eventuali vulnerabilità

Innanzitutto, vi è da considerare il contributo degli altri attori pubblici e privati, che giocheranno un ruolo fondamentale nello sviluppo degli standard tecnologici ed apparecchiature proprietarie per la tecnologia 5G che potrebbero essere non affidabili, difficili da aggiornare, riparare o sostituire.

Un secondo argomento di grande preoccupazione riguarda anche i controlli di sicurezza opzionali che, se non implementati da tutti gli operatori, potrebbero causare la nascita di falle sfruttabili da eventuali malintenzionati. Infine, un’altra potenziale preoccupazione è data dall’acquisto dei componenti da fornitori di terze parti, che potrebbero essere contraffatti o compromessi, con falle di sicurezza e malware al loro interno.

Questi punti deboli alla base dell’architettura e delle infrastrutture del 5G stesso potrebbero quindi rappresentare un grande rischio per gli utenti, in quanto possono essere un potenziale punto di attacco.

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strada

AI e Mobilità, la nuova applicazione dell’Università di Melbourne migliorerà la circolazione su strada

L’Australian Integrated Multimodal Ecosystem (AIMES) dell’Università di Melbourne, in collaborazione con il Dipartimento dei trasporti del Victoria, Telstra e PeakHour Urban Technologies, ha sviluppato un’applicazione AI per prevedere le condizioni del traffico fino a tre ore in anticipo.

Ideata per migliorare la sicurezza stradale a Melbourne, l’applicazione potrà attingere all’analisi in tempo reale prodotta dai segnali stradali per veicoli su strada, merci e trasporti pubblici come autobus e tram.

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Ordine e sicurezza in strada

Il professor Majid Sarvi, direttore dell’AIMES, ha spiegato: “L’applicazione osserva la natura del traffico e individua modelli di traffico complessi attraverso la rete attraverso l’apprendimento automatico integrato nella tecnologia.

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T Bridge Foti Sicilia trasporto pubblico

T Bridge protagonista del progetto di  assistenza specialistica alla  Regione Sicilia per il servizio  di trasporto pubblico marittimo - L’intervista a Marco Foti

Oggi siamo in compagnia di Marco Carmine Foti, senior manager nella BU “Trasporti e Logistica”, responsabile per i progetti inerenti i sistemi di trasporto e della logistica di T BRIDGE.

T Bridge, azienda del gruppo BV TECH, è protagonista di un progetto di assistenza specialistica alla Regione Siciliana per la verifica contabile dei contratti di servizio pubblico di collegamento marittimo con le isole minori, per la gestione e vigilanza economico finanziaria della convenzione statale e per lo svolgimento delle attività connesse agli adempimenti previsti dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti n. 22/2019 in tema di collegamenti marittimi tra la Sicilia e le isole minori.

Marco Carmine Foti, senior manager nella BU “Trasporti e Logistica”, responsabile per i progetti inerenti i sistemi di trasporto e della logistica.

Questo importante progetto ha portato alla nascita del primo caso nazionale di rete integrata dei servizi pubblici di collegamento marittimo che ottimizza ed ingloba i servizi nazionali (cd essenziali) e regionali (cd integrativi) di collegamento tra l’isola madre e le isole minori (Arcipelaghi delle Eolie, Egadi e Pelagie, isole di Ustica e Pantelleria), raggiungendo l’obiettivo di ottimizzazione e maggiore efficienza del settore della mobilità all’interno del territorio siciliano.

T Bridge ha preso parte ad un progetto che rivoluzionerà una delle più importanti regioni dell’Italia insulare. Quali sono state le esigenze territoriali che hanno portato alla nascita di questa iniziativa? Con chi ha dovuto interagire e mediare T Bridge per la sua realizzazione?

Nel corso degli anni la dualità di gestione statale/regionale dei servizi di trasporto marittimi con le isole minori ha sedimentato collegamenti poco coordinati, presenza di percorsi arzigogolati e difficilmente leggibili dall’utenza. Per questo motivo l’Amministrazione Regionale Siciliana ha voluto intraprendere, nell’ultimo biennio, una intensa attività di revisione e riprogrammazione di tutti i servizi di trasporto pubblico marittimo che interessano le proprie isole minori, finalizzati al rispetto delle prescrizioni contenute nel Reg. (CEE) 3577/1992, della Comunicazione della Commissione COM (2014)232 final e dell’atto regolatorio adottato dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti con la recente Delibera n. 22/2019. 

Le modalità di lavoro del progetto hanno visto sin dall’inizio T Bridge impegnata in un percorso condiviso tra Regione Siciliana e stakeholders locali finalizzato a raggiungere anche obiettivi di efficientamento per tutto il sistema (amministrazione regionale – statale – territorio – operatori) del trasporto marittimo, che ha visto partecipe anche la Direzione Generale del Trasporto Marittimo del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Percorso che si è svolto con l’organizzazione di molteplici incontri di consultazione pubblica con le associazioni di categoria, associazione di utenti, Enti locali ed operatori del settore turistico ed alberghiero e della navigazione.

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T Bridge con questo progetto è riuscita ad ottimizzare il servizio nazionale e regionale dei trasporti marittimi con la creazione del primo caso in Italia di Rete integrata dei servizi pubblici di trasporto marittimo con le isole minori che ottimizza ed ingloba insieme i servizi nazionali. In cosa consiste, e quali risultati e vantaggi comporta questo importante traguardo per il territorio siciliano?

La rete integrata dei servizi di trasporto marittimi è stata concepita sulla base di specifiche assumption. Occorre tenere in considerazione che si partiva da una rete attuale complessiva (servizi nazionali e regionali) caratterizzata da più di 150 collegamenti diversi tra di loro per lunghezza, percorso, stagionalità e periodicità; quindi una rete di servizi molto articolata e variegata.

La nuova rete integrata dei servizi pubblici di collegamento è stata progettata e condivisa per:

  • garantire il diritto alla continuità territoriale delle popolazioni residenti nelle isole e le condizioni per lo sviluppo socio-economico dei propri territori;
  • assicurare il grado di «efficacia» dell’offerta dei servizi pubblici di trasporto marittimo, ossia il livello di soddisfacimento della domanda (passeggeri e merci) con riferimento sia a quella attualmente trasportata sia alle esigenze di mobilità complessive dei collegamenti con le isole minori;
  • efficientare e meglio organizzare la fruibilità dei servizi attuali;
  • potenziare i servizi nelle tratte oggi poco servite e con interessanti potenzialità di crescita;
  • individuare una nuova stagionalità (cd. “media”), comprendente i mesi di aprile, maggio e ottobre;
  • offrire la bidirezionalità giornaliera su alcuni servizi proposti, nelle diverse stagionalità e fasce orario, ove tecnicamente operabile; 
  • realizzare uno «strumento integrato e unico» per la descrizione, e le relative azioni di verifica e monitoraggio, dell’intera offerta marittima, in termini di migliaggio annuo per ambito, lotto, linea e collegamento.

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Security Ideas

Security Ideas — Cybersecurity e devices biomedicali: trend e nuove minacce cyber

Si è tenuto lo scorso 17 maggio, il secondo appuntamento del ciclo di webinar Security ideas — Cybersecurity e devices biomedicali: trend e nuove minacce cyber, organizzato da BV TECH e Secure Network e grazie alla supporto di IWCAST.

Alvise Biffi, Chief Executive Officer di Secure Network, ha introdotto il webinar presentando il tema dei devices biomedicali con un focus sui rischi di attacchi informatici a cui sono soggette le aziende sociosanitarie.

Stefano Zanero, Professore associato al Politecnico di Milano, ha spiegato come il fenomeno degli attacchi a sistemi critici sia di estremo interesse attuale. “L’attacco a sistemi medicali attirano l’attenzione anche dei non esperti perché mette il pubblico in generale, non solo gli esperti, andando a toccare il tema della salute“.

Come prima cosa bisogna partire da un’adeguata valutazione della minaccia. Nella maggior parte dei casi, la minaccia più intensiva contro tutti i tipi di aziende e cittadini singoli è guidata da attori che mirano a scopi di natura economico- finanziaria. Nel mondo del health care questo si orienta alla minaccia di sottrazione dei dati o di blocco dei sistemi, due meccanismi con cui si possono facilmente fare i soldi. Sono residuali le minacce di natura terroristica, anche se non completamente da escludere.

Va rintracciato nel particolare periodo storico che stiamo vivendo, il motivo principale per cui oggi la sicurezza dei sistemi medicali è di particolare interesse: ad una nostra crescente attenzione verso questo tema ne corrisponde altrettanta da parte dei cyber criminali”.

LEGGI ANCHE: Caso Colonial Pipeline, ransomware e cyber attacchi sono sempre più una minaccia per le infrastrutture critiche

A seguire l’intervento di Giorgio Campiotti, Senior Information Security Engineer di Secure Network, che ha fornito un quadro sugli strumenti ed attività che le aziende possono mettere in campo per affrontare questo tema crescente all’interno del nostro business.

“Secondo i trend, i cyber criminali hanno preso di mira società terze che lavorano per il settore sanitario e della salute, tanto che è loro il 75% dei record di dati violati nella seconda metà del 2020. Il 97% di tutti gli attacchi è stato finalizzato al furto dei dati. Mancanza di corrente elettrica, costi legali, investimenti in tecnologia, pagamento di riscatti, richiesta di risarcimento danni, sanzioni finanziari sono tra i principali fattori che spiegano come gli attacchi informatici impattano sull’economia di un centro sanitario”.

Per analizzare meglio la situazione, Campiotti spiega che “i dispositivi biomedicali e strumenti di laboratorio moderni, condividono oggi buona parte della sicurezza: virus e ransomware, furto di dati e privacy. Tutte problematiche che impattano confidenzialità, integrità, disponibilità”.

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Colonial Pipeline

Caso Colonial Pipeline, ransomware e cyber attacchi sono sempre più una minaccia per le infrastrutture critiche

Colonial Pipeline, uno dei più grandi e importanti oleodotti degli Stati Uniti, ha riaperto il suo oleodotto dopo l’attacco informatico.

L’attacco, compiuto venerdì 7 maggio, aveva causato la chiusura dell’intero oleodotto che rifornisce circa la metà della costa orientale del paese, tra cui città come Atlanta, Washington e New York.

L’attacco ha messo in evidenza come il ransomware, e gli attacchi informatici siano sempre più una minaccia per le infrastrutture fisiche. Nei giorni scorsi, gli hacker, appartenenti al gruppo DarkSide, hanno pubblicato un comunicato in cui hanno spiegato di non essere legati ad organizzazioni governative, aggiungendo che il loro unico intento è di «fare soldi».

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Colonial Pipeline riavvia le operazioni

L’azienda fornisce prodotti petroliferi raffinati come benzina, diesel, carburante per aviogetti, olio per riscaldamento domestico e carburante per le forze armate statunitensi. Per questo motivo, i funzionari hanno dichiarato con gioia di «aver riportato il sistema alla normale operatività».

data esatta il presidente statunitense Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo per rafforzare il sistema di sicurezza informatica degli Stati Uniti, dopo le crescenti preoccupazioni per gli attacchi informatici.

Colonial Pipeline ha spiegato in una nota che la sicurezza dei propri gasdotti è sempre stata una priorità dell’azienda

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Apple

Apple, AirDrop presenta una falla rischiosa per tutti gli utenti

AirDrop è un noto servizio targato Apple utilizzato per condividere o ricevere foto, documenti e altre tipologie di file e contenuti con dispositivi dell’omonimo brand.

Questo sistema utilizza una tecnologia wireless per connettere tra loro i device, entro un certo raggio di distanza, e permette all’utente di selezionare varie impostazioni di privacy per essere visibile o meno agli altri contatti.

Un team di ricercatori facenti parte del Secure Mobile Networking Lab e del Cryptography and Privacy Engineering Group dell’Università di Darmstadt ha tuttavia esaminato il servizio scoprendo una pericolosa vulnerabilità al suo interno.

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A rischio 1,5 miliardi di dispositivi Apple

Dall’analisi è infatti emerso che per un potenziale aggressore è possibile ottenere i numeri di telefono e gli indirizzi e-mail degli utenti di AirDrop.

Queste informazioni sono teoricamente crittografate, ma secondo i ricercatori, la tecnica di hashing utilizzata da Apple non è in grado di proteggere la privacy degli utilizzatori. Questo perché i valori hash possono essere invertiti tramite attacchi brute-force semplicemente trovandosi in prossimità di un utente che abbia attiva la funzionalità di condivisione AirDrop.

I ricercatori hanno tentato di contattare Apple circa due anni riguardo questa falla nel sistema, senza però ricevere un feedback.

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