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Posts by Lorenzo Tuzi

Infrastrutture

Fatti e misfatti del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile

Fonte: Marco Foti e Alberto Ciapparoni, “Fatti e misfatti del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile”. 29 Luglio 2022, www.albertociapparoni.it, https://www.albertociapparoni.it/fatti-e-misfatti-del-ministero-delle-infrastrutture-e-della-mobilita-sostenibile/

Siamo giunti al capolinea, visto che parliamo di trasporti. Ma prima di scendere dal mezzo c’è tempo di riorganizzare alcune attività del MIMS.È noto come sia in discussione alle Camere la conversione in legge del Decreto-Legge 16 giugno 2022, n. 68, recante disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile, nonché in materia di grandi eventi e per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Conversione prevista entro il prossimo ferragosto.

Nel suo articolato è possibile rilevare come la “denominazione dell’Osservatorio Nazionale del Trasporto Pubblico Locale” sia stata trasformata in “Osservatorio nazionale per il supporto alla programmazione e per il monitoraggio della mobilità pubblica locale sostenibile”. Si potrebbe dire che non vi è nulla di particolare ma leggendo ancora si apprende che all’Osservatorio è previsto un “incremento della percentuale del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del Trasporto Pubblico Locale, che passa da «0,025» allo «0,105» e comunque, nel limite massimo di euro 5,2 milioni annui”. Ovvero, il settore del TPL è in grave affanno ed invece di aumentare il budget disponibile nel Fondo Nazionale, lo si riduce di 5 milioni/anno.

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Ma non è tutto, c’è da riorganizzare la Struttura di Missione del Ministero per cui il DL, “con riguardo al Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità (CISMI), che è la struttura di missione incardinata presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”, riconosce al “coordinatore del CISMI un’indennità di funzione, nel limite dell’autorizzazione di spesa, a valere sulle risorse previste e comunque non superiore a 25.000 euro”.

Ed il Coordinatore della struttura di Missione deve essere un “professore universitario di I fascia, che viene collocato in aspettativa per l’intera durata dell’incarico, con conservazione del trattamento economico in godimento, che è posto integralmente a carico del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili” il cui incarico di “coordinatore ha una durata non inferiore a tre anni, rinnovabile una sola volta”.Giammai, la visione del Mims, durante il cosiddetto “Governo dei migliori”, è stata da sempre, come dire, “accademica”.

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Messina

Il ponte sullo Stretto di Messina: una necessità per tutta l’Europa

Fonte: Marco Foti, “Il ponte sullo Stretto di Messina: una necessità per tutta l’Europa”. 18 Giugno 2022, Il Sud 24, https://www.ilsud24.it/2022/06/18/ponte-sullo-stretto-di-messina-2/

Il governo ha affidato a RFI un nuovo progetto di fattibilità

Il ponte sullo Stretto di Messina è una priorità. Non vi è dubbio alcuno. Si è tornato a parlare, nelle ultime settimane, in modo sempre più insistente. Al punto che il Governo, sentita la Struttura Tecnica di Missione del MIMS che ha curato gli approfondimenti sulle diverse soluzioni proposte (ricordo «Ponte ad unica campata» secondo il progetto esistente; «Ponte a più campate»; «Tunnel cd. Archimede — sospeso»; «Tunnel subalveo — appoggiato»), nell’Allegato Infrastrutture al DEF 2022 ha chiesto a «RFI di provvedere, mediante procedura ad evidenza pubblica e a valere sui fondi previsti a tal fine dalla legge di bilancio n. 178/2020 (50 milioni di €) alla redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica di soluzioni alternative per il sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina».

Un nuovo progetto di fattibilità che RFI dovrà realizzare sulla base delle analisi approfondite su circa venti punti evidenziati dal MIMS, tra i quali spiccano gli studi da compiere su buone pratiche internazionali, criticità trasportistiche, proposte progettuali tecnicamente plausibili per due tipologie di ponte (campata unica e campata multipla), rischio sismico, risposta dell’impalcato al vento turbolento (mediante studi aerodinamici e aeroelastici), tempi e costi di costruzione, impatti ambientali.

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Il finanziamento del ponte sullo Stretto di Messina

In sostanza, come anticipato, si tratta di un nuovo progetto che, secondo il MIMS, deve affrontare il dibattito sul finanziamento dell’opera, che non può e non deve essere basato sui ricavi da pedaggio ma debba pensare ad un intervento dell’Europa, qualora a Bruxelles ritengano lo Stretto di Messina strategicamente di rilievo per l’economia continentale.

Nel frattempo si procede con l’attraversamento dinamico, ovvero permane lo status quo dell’offerta di trasporto che sarà oggetto di una profonda riqualificazione grazie ad un investimento di circa 500 milioni di Euro a valere sui fondi PNRR.

Le soluzioni tecniche per il ponte sullo Stretto di Messina

L’aspetto che non trova una risposta si riferisce alle considerazioni del GdL il quale «ritiene che la soluzione aerea a più campate sia potenzialmente più conveniente di quella a campata unica e sconsiglia di fatto le soluzioni dei tunnel subalveo e in alveo (Archimede)». Per cui, il ponte a campata unica, di cui esiste il progetto e se ne parla da decenni, non va bene.

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Secure Network

CETMA-DIHSME insieme a Secure Network per la creazione di un polo digitale

La Commissione Europea ha selezionato una proposta pugliese, CETMA-DIHSME insieme a Secure Network , quale polo digitale per realizzare un progetto di tecnologie di AI, Calcolo ad alte prestazioni e Cybersecurity e portare, così’, benefici significativi allo sviluppo del Territorio.

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Il progetto, infatti, è incentrato sulla realtà economica e sociale locale (Puglia e Basilicata) dove i partner sono radicati.

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Alta velocità

Alta Velocità, nuove tecnologie per evitare altri incidenti. Occorre fare di più

Fonte: Marco Foti, “Alta Velocità, nuove tecnologie per evitare altri incidenti. Occorre fare di più”. 11 Giugno 2022, Il Sud 24, https://www.ilsud24.it/2022/06/11/alta-velocita-nuove-tecnologie/

Lo svio di una locomotiva AV ha rallentato per giorni l’Italia

Lo svio di una locomotiva di coda del treno AV, seppur restando in posizione verticale, ha provocato l’arresto della corsa di un convoglio lungo il tratto di linea tra Roma e Napoli, nei pressi di Roma Prenestina, all’interno della galleria Serenissima. La notizia è ormai nota, così come il danno arrecato (irreparabile) su tutta le rete ferroviaria del centro Italia.

Tanto da deviare i treni ad AV lungo gli itinerari alternativi via Formia e via Cassino (linea storica) con l’inevitabile allungamento dei relativi tempi di viaggio e la necessaria e contestuale riprogrammazione del servizio regionale.

Nonostante i lavori che si sarebbero dovuti concludere nella serata di mercoledì 8 giugno sono terminati con circa 30 ore d’anticipo (comunicato di RFI), nella giornata di martedì si sono rilevati tanti treni che hanno viaggiato in ritardo o sono stati cancellati, causando notevoli disagi presso le stazioni Tiburtina e Prenestina, oltre che Termini dove si è registrata la piu alta cancellazione di servizi.

Dalla stampa si apprende che la polizia ferroviaria ha avviato un’indagine nella quale si «ipotizza il reato di delitto colposo di pericolo (questa l’intestazione dell’articolo 450 del Codice penale) a causa dei binari subito apparsi deformati pochi minuti dopo il deragliamento».

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Alta Velocità, un fatto di cronaca che poco ha a che fare con i piani industriali

Il nocciolo della questione è proprio questo. Si parla tanto di evoluzione, sviluppo, crescita, assunzioni di 40 mila persone, riduzione dei tempi di percorrenza ma ci ritroviamo a commentare un fatto di cronaca che poco ha a che fare con i piani industriali di sviluppo di una società ma tanto riguardano un tema cruciale della gestione dei servizi: sicurezza, manutenzione e monitoraggio.

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Rome Technopole

BV TECH per la fondazione del Rome Technopole

È stato siglato l’atto costituivo della Fondazione del Rome Technopole.

BV TECH, uno dei partner fondatori, fornirà un essenziale contributo nell’ambito della “Ricerca applicata e Infrastrutture di Ricerca e Innovazione”, della “Formazione e alta formazione” e degli “Open Labs”.

Si concretizza così il progetto cofinanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

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L’obiettivo è promuovere una fondazione di ricerca e formazione in cui agiscano da protagonisti gli atenei romani e le imprese, favorendo il trasferimento tecnologico e la trasformazione digitale dei processi produttivi.

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T Bridge (BV TECH), tecnologie per favorire l’accessibilità

“TRIPS vuole usare le tecnologie per favorire l’accessibilità degli utenti vulnerabili al trasporto pubblico. Un nuovo approccio e un nuovo metodo: serve partire dal basso, progettare con chi è disabile”.

Cino Repetto, consulente senior in T Bridge (BV TECH), presenta a Il Secolo XIX l’app sviluppata nell’ambito del progetto TRIPS Eu H2020.

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mobilità sostenibile

Sondaggio Motus-E e Class, Comuni: voglia di mobilità sostenibile, ma come?

Fonte: Marco Foti, “Sondaggio Motus-E e Class, Comuni: voglia di mobilità sostenibile, ma come?”. Servono cambiamenti coraggiosi” 25 Marzo 2022, Il Sud 24, https://www.ilsud24.it/2022/03/25/voglia-di-mobilita-sostenibile/

Evidenziata una carenza di strategia e di pianificazione sistemica

Cento Comuni con più di 20 mila abitanti (circa il 20% del totale dei Comuni italiani) hanno partecipato ad un sondaggio inerente alla mobilità sostenibile. I risultati sono stati presentati in un report «Azioni e iniziative dei Comuni a favore della mobilità sostenibile», a cura di Motus-E e Class Onlus nell’ambito di E_Mob.

Il questionario, al quale hanno risposto i Comuni, costituisce un’indagine delle attività a sostegno della diffusione della mobilità sostenibile in Italia. I temi affrontati nel sondaggio hanno interessato le iniziative intraprese dai Comuni ed i progetti futuri a favore della mobilità sostenibile, l’attivazione di Zone a Traffico Limitato (ZTL) e Low Emission Zone (LEZ), le iniziative specifiche per favorire il transito di veicoli a zero emissioni adibiti al trasporto delle merci, l’utilizzo di veicoli elettrici per flotte comunali e la predisposizione di infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico per i veicoli elettrici.

Nonostante i Comuni, che hanno partecipato al questionario, abbiano intrapreso attività per promuovere la diffusione della mobilità sostenibile, il sondaggio ha evidenziato una carenza di strategia e di pianificazione sistemica all’interno dei Comuni stessi nelle attività volte a favorire la mobilità sostenibile, la cui iniziativa più frequente è risultata la creazione di piste ciclopedonali in ambito urbano ed extraurbano.

I risultati, che possono essere consultati nel documento completo disponibile sul sito di emob-Italia, evidenziano la necessità di una strategia unitaria sui temi riguardanti la mobilità sostenibile ed in tal senso appare importante, secondo il report, aggiornare le Linee Guida dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile.

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Trasporto merci

Sul tema delle merci il sondaggio evidenzia la necessaria spinta che deve essere fornita all’elettrificazione del trasporto, in special modo per il segmento dell’ultimo miglio, a detta dei Comuni, cruciale per abbattere le emissioni, in particolare dopo l’incremento degli ultimi anni dell’e-commerce.

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piano nazionale

È l’ora di un “Piano Nazionale del Trasporto Pubblico Locale”. Servono cambiamenti coraggiosi

Fonte: Marco Foti, “È l’ora di un “Piano Nazionale del Trasporto Pubblico Locale”. Servono cambiamenti coraggiosi” 19 Marzo 2022, Il Sud 24, https://www.ilsud24.it/2022/03/19/riforma-trasporto-pubblico-locale/

La mobilità delle persone è centrale nell’economia del nostro Paese

Il comparto della mobilità (automotive compreso e servizi di mobilità) vale oltre il 10% del Pil italiano (fonte Mobility Think Tank). Soltanto il settore del TPL impiega oltre 124 mila addetti per 930 aziende pubbliche e produce un fatturato complessivo di circa 12 miliardi di Euro (fonte ASSTRA). Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica sono circa 30 milioni le persone che ogni giorno si muovono per lavoro o studio, i cui spostamenti avvengono per il 17,4% a piedi e per il restante 81,6% con l’utilizzo di mezzi. Per quest’ultima modalità domina l’automobile utilizzata per il 63,5% ed il resto della domanda disaggregata tra trasporto pubblico (gomma, ferro e metro), moto e bici. Per cui 19 milioni di cittadini si spostano sistematicamente con il mezzo privato.

Il TPL, nel panorama nazionale, risulta essere la chiave di volta del “sistema trasporti” in quanto rappresenta l’elemento portante della mobilità nelle aree urbane residenziali (dove vive più del 70% della popolazione).

La pandemia da Coronavirus ha modificato sensibilmente le abitudini di spostamento degli italiani a causa dei lockdown adottati dai diversi Governi e per la “paura” di spostarsi in modalità condivisa.

Per sostenere la “mobilità alternativa”, ovvero per offrire alle persone l’opportunità di non utilizzare l’auto ed il bus a fronte di nuovi sistemi di mobilità (biciclette e monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard), il Governo ha stanziato consistenti fondi (poco meno di 400 milioni di Euro) per incentivare e agevolare l’acquisto di mezzi legati alla cd. “micromobilità”. I risultati e le gravi difficoltà di gestione di questi mezzi (compreso il tema della sicurezza stradale) sono noti a tutti i più arguti osservatori.

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Automotive

Automotive e sicurezza informatica, il mondo dell’automobilismo sta cambiando

Un ricercatore, David Colombo, ha scoperto una falla di sicurezza in grado di permettere a utenti esterni di manipolare alcune funzioni legate alle autovetture targate Tesla e raccoglierne i dati. A quanto pare, le vulnerabilità scoperte non sono presenti nel software Tesla stesso, ma in una app di terze parti.

La crescente integrazione della tecnologia digitale all’interno del settore automobilistico comporta la necessità di sviluppare pratiche di cyber security  come elemento fondamentale per lo sviluppo sicuro dei veicoli “connessi” di nuova generazione.

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Automotive, un mondo sempre più connesso e digitale

Il settore della mobilità è sempre più connesso ed interattivo. Questo trend ha portato a sviluppare una consapevolezza maggiore sul tema e ad adattarsi a quelli che potrebbero essere i rischi derivanti dalle minacce informatiche.

Da alcune ricerche è, inoltre, emersa la preoccupazione degli utenti della strada su eventuali attacchi informatici ai veicoli e, parallelamente, i ricercatori dell’Università della Georgia hanno identificato i punti deboli che potrebbero minacciare la sicurezza e l’efficienza di tali mezzi.

L’Unione Europea, in tal senso, ha sviluppato standard e normative, come la UNECE R155, per il rispetto delle best practices della sicurezza e i concetti legati al “security by design” del General Safety Regulation (GSR).

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trasporto pubblico

Trasporto Pubblico Locale gratis contro il caro carburanti in Estonia, Lussemburgo, e da ottobre anche a Malta

Fonte: Marco Foti, “Trasporto Pubblico Locale gratis contro il caro carburanti in Estonia, Lussemburgo, e da ottobre anche a Malta” 23 Febbraio 2022, Il Sud 24, https://www.ilsud24.it/2022/02/23/trasporto-pubblico-locale-gratis/

Di Marco Foti

Immaginare la mobilità «collettiva» nel prossimo breve futuro è materia di studio in più settori: TPL, automotive, assicurazioni, commercio e via dicendo. Giustamente, aggiungo. L’impennata dei costi energetici e dei carburanti influisce pesantemente sulle abitudini degli italiani nei propri spostamenti.

Avete fatto caso in questi giorni su come viaggiano i mezzi pubblici in tutte le fasce orario giornaliere (tra le 8.00 e le 19.00) nelle città di media e grande dimensione? Il carico dei passeggeri è in significativo aumento, tenendo conto sempre del vincolo dell’80% della capacità massima secondo le attuali disposizioni in materia di norme anti Covid19.

A qualunque ora, alle 10.00, in piena fascia oraria di morbida, così come nelle ore successive. Aspetto dovuto essenzialmente a più fattori: dallo smart working ad una maggiore flessibilità di orario nell’ingresso/uscita nel mondo del lavoro in presenza, e per ultimo, ma non meno importante, dall’insostenibile aumento del prezzo dei carburanti.

A partire dell’inizio della pandemia, compreso il periodo in cui l’Italia ha dovuto sostenere un duro lockdown, si è reso necessario pensare ad una mobilità completamente nuova per la socialità (la cosiddetta occasionale) ed il lavoro (quella canonica, sistematica), con evidenti ripercussioni sulla preferenza di alcuni mezzi e sulla frequenza degli spostamenti.

Abitudini degli italiani che hanno visto un continuo cambiamento, dall’intenso utilizzo dell’automobile (coefficiente di carico pari a 1) all’impennata della micromobilità (monopattini e biciclette elettriche in primis), fino ad arrivare ad oggi, con il TPL (in tutte le sue modalità) che si rivela una modalità importante per gli spostamenti in ambito urbano.

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L’elevato costo dei carburanti

L’aumento dei costi dei carburanti è uno dei motivi: pensate a chi si è spostato per lavoro in questo biennio con la propria auto per recarsi a lavoro, oggi preferisce senz’altro l’utilizzo del mezzo pubblico, con tutte le sue problematiche certamente, ma più economico e sostenibile dell’automobile. Secondo i dati comunicati dai gestori dei rifornimenti all’Osservaprezzi carburanti del MISE si è registrato, in un anno, un aumento del 20% per la benzina e del 22% per il gasolio.

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