L’Ucraina ha accusato gli hacker russi di aver violato uno dei suoi sistemi governativi e aver tentato di distribuire documenti dannosi che avrebbero portato poi all’installazione di malware sui pc degli utenti (utenti in questione che risultano essere alcune autorità nazionali).

Stando alle prime indagini, si tratterebbe di un attacco alla catena di approvvigionamento mirato al System of Electronic Interaction of Executive Bodies (SEI EB), che viene utilizzato per distribuire documenti ai funzionari.

Il Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina (NSDC) ha infatti spiegato che “lo scopo dell’attacco era la contaminazione di massa delle risorse informative delle autorità pubbliche, poiché questo sistema è utilizzato per la circolazione di documenti nella maggior parte delle autorità pubbliche”.

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Le accuse, colpa di hacker russi?

È stato rivelato che la fonte degli attacchi coordinati rigurdava indirizzi appartenenti a determinate reti di traffico russe”, ha dichiarato cautamente l’NSDC prima di accusare direttamente il paese.

È stato inoltre aggiunto che “gli aggressori hanno utilizzato un nuovo meccanismo di attacchi informatici” che prevede l’utilizzo di un ceppo di malware precedentemente non documentato che è stato installato su server governativi ucraini vulnerabili.

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