A cura di Paola Chiara Tolomeo

Non c’è alcuna distinzione tra le persone quando si tratta di privacy: le informazioni di tutti, indistintamente, sono disponibili a chiunque se ne voglia appropriare.

È questo uno dei pensieri su cui ruota la testimonianza di Brett Johnson, ex cybercriminale soprannominato “Original Internet Godfather” dalla comunità di intelligence.

Johnson, noto come Gollumfun , finito nell’elenco dei ricercati degli Stati Uniti nel 2006, è stato accusato di vari crimini informatici e arrestato per riciclaggio di 4 milioni di dollari.         
È considerato un pioniere del crimine online, responsabile della creazione di ShadowCrew, (un forum di criminalità informatica che ha operato con il nome di dominio ShadowCrew.com tra agosto 2002 e novembre 2004).          
Dopo aver scontato la pena, ad oggi Johnson lavora come consulente per la sicurezza per le società Fortune 500.

Brett Johnson ha sottolineato che negli ultimi tempi il numero di violazioni di dati è cresciuto in modo così allarmante che nessuno può più negare l’infinita quantità di dati personali presenti nel dark web e la facilità per i criminali di appropriarsene.  

“Le informazioni di tutti sono disponibili. Non importa chi sei. L’importante è avenre consapevolezza perché solo una volta capito, si può intervenire per fare in modo che il criminale non possa servirsene”. 
In questa cornice critica, si inserisce l’uso dei social media. Fino a quando si continuerà a pubblicare informazioni personali sui propri canali social affinché migliaia di persone possano leggerle, la privacy rimarrà un’illusione: è ingenuo presumere di avere il controllo su chi può avere accesso alle nostre informazioni.

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C’è una sola certezza: non c’è più alcuna privacy

Facendo tesoro della propria esperienza, Johnson ha sottolineato che i criminali informatici sfruttano l’atteggiamento della società nei confronti delle vittime.

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