Discord è un’app di chat e videochiamate inizialmente celebre tra gli appassionati di videogiochi, cresciuta rapidamente durante la pandemia di coronavirus.

Secondo quanto riportato dai funzionari di Discord, l’app ha rimosso più di 2.000 comunità estremiste e ad altri contenuti violenti nella seconda metà dello scorso anno.

“Continuiamo a credere che non ci sia posto su Discord per i gruppi che si organizzano attorno all’odio, alla violenza o alle ideologie estremiste”, ha affermato Discord nel suo ultimo rapporto sulla trasparenza.

Tali prese di posizione arrivano in un momento critico per Discord: Microsoft, secondo quanto riferito, sarebbe in trattative per acquisire il social network per 10 miliardi di dollari.

LEGGI ANCHE: Automazione e digitalizzazione: dopo la pandemia saremo sempre più connessi

L’evoluzione di Discord

Nato nel 2015 come hub per i giocatori, Discord è un sito di social media pieno di chat di gruppo in cui gli utenti comunicano generalmente in modo anonimo.

L’app è oggi un luogo di ritrovo digitale in cui nascono club in cui condividere le passioni più varie, ma, nel corso del tempo, l’azienda si è trovata costretta a chiudere tantissime comunità presenti sul sito per vari tipi di abuso. Le violazioni maggiormente citate riguardavano i crimini informatici e i contenuti di sfruttamento, inclusi il revenge porn e contenuti sessualmente espliciti che coinvolgono minori.

Discord porta avanti l’impegno di bandire gli utenti che promuovono la violenza e le comunità pericolose dalla piattaforma sin dal mortale raduno di Charlottesville, in Virginia nel 2017, evento in cui l’app è stata usata come hub organizzativo da tanti aderenti.

La maggior parte della moderazione su Discord è gestita dai propri utenti, che fungono da amministratori e che applicano regole. Mentre il 15% del team interno si dedica a tempo pieno alla sicurezza dell’ambiente digitale, una percentuale più o meno simile a quella delle grandi società di social media come Facebook e Twitter. 

Continua a leggere su