Fonte: Marco Foti, “È l’ora di un “Piano Nazionale del Trasporto Pubblico Locale”. Servono cambiamenti coraggiosi” 19 Marzo 2022, Il Sud 24, https://www.ilsud24.it/2022/03/19/riforma-trasporto-pubblico-locale/

La mobilità delle persone è centrale nell’economia del nostro Paese

Il comparto della mobilità (automotive compreso e servizi di mobilità) vale oltre il 10% del Pil italiano (fonte Mobility Think Tank). Soltanto il settore del TPL impiega oltre 124 mila addetti per 930 aziende pubbliche e produce un fatturato complessivo di circa 12 miliardi di Euro (fonte ASSTRA). Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica sono circa 30 milioni le persone che ogni giorno si muovono per lavoro o studio, i cui spostamenti avvengono per il 17,4% a piedi e per il restante 81,6% con l’utilizzo di mezzi. Per quest’ultima modalità domina l’automobile utilizzata per il 63,5% ed il resto della domanda disaggregata tra trasporto pubblico (gomma, ferro e metro), moto e bici. Per cui 19 milioni di cittadini si spostano sistematicamente con il mezzo privato.

Il TPL, nel panorama nazionale, risulta essere la chiave di volta del “sistema trasporti” in quanto rappresenta l’elemento portante della mobilità nelle aree urbane residenziali (dove vive più del 70% della popolazione).

La pandemia da Coronavirus ha modificato sensibilmente le abitudini di spostamento degli italiani a causa dei lockdown adottati dai diversi Governi e per la “paura” di spostarsi in modalità condivisa.

Per sostenere la “mobilità alternativa”, ovvero per offrire alle persone l’opportunità di non utilizzare l’auto ed il bus a fronte di nuovi sistemi di mobilità (biciclette e monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard), il Governo ha stanziato consistenti fondi (poco meno di 400 milioni di Euro) per incentivare e agevolare l’acquisto di mezzi legati alla cd. “micromobilità”. I risultati e le gravi difficoltà di gestione di questi mezzi (compreso il tema della sicurezza stradale) sono noti a tutti i più arguti osservatori.

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