Fonte: Ottavio Carparelli – 5G e la città hyper-connessa: utopie e distopie – Start Magazine

A cura di Lorenzo Tuzi

Lo scenario urbano può essere considerato un vero e proprio fenomeno in continua trasformazione se analizzato dal punto di vista storico e sociale. Nel corso dei decenni il centro delle città è stato infatti protagonista di un accentramento della maggior parte delle attività commerciali e delle opportunità di intrattenimento, conquistando il primato di attrattiva per trascorrere il proprio tempo libero e lavorativo (soprattutto grazie la creazione dei centri commerciali).

Un processo in controtendenza si è però sviluppato negli ultimi anni e ha riguardato il tema del degrado del centro. A fronte di quell’enorme sviluppo che ha caratterizzato la metropoli ed il suo centro come punto nevralgico della vita popolare, una crisi di carattere “centrifugo” ha dettato lo spostamento del cuore commerciale della città dal centro alla periferia. Le cause possono essere ritrovate nella maggiore libertà nello sfruttamento degli spazi e nel tasso di criminalità e insicurezza in continua crescita al suo interno.

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La crisi identitaria e l’introduzione del 5G

Questa crisi è stata in parte scongiurata da interventi, che hanno contribuito a rendere più sicuro ed agevole il centro urbano ed hanno variegato la tipologia di attività commerciali. In questo senso, già la diffusione dello shopping online ha spostato l’attenzione dall’acquisto fisico ed ha favorito un progressivo allontanamento dagli affollati centri commerciali.

Inoltre, gli eventi legati al COVID-19 ed il conseguente lock down hanno contribuito ad un ulteriore impoverimento dell’affluenza nella zona del centro cittadino anche a causa dell’impoverimento dell’offerta di attività, dettata dalla chiusura a scopo sanitario. Questo processo forte di cambiamento sta avvenendo insieme all’avvento del 5G, che porterà una rivoluzione in termini di interattività creando una rete hyper-connessa.

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