A cura di Paola Chiara Tolomeo    

Il 2021 si è aperto con più attenzione pubblica sull’influenza dell’AI nell’evoluzione tecnologica. Secondo questa nuova tendenza è possibile aspettarsi grandi cose per il futuro dell’intelligenza artificiale.

Lo sviluppo dell’AI potrebbe trarre vantaggio dalla riduzione dell’influenza dei big tech, che hanno dimostrato di determinare la direzione della ricerca sull’AI, spostandosi verso un uso maggiore dei big data.  
La tendenza impedisce ai laboratori con risorse limitate di partecipare a questo processo e impigrisce la ricerca scientifica di fronte alla gamma di altri possibili approcci.

La travolgente attenzione sui modelli più “grandi” e orientati solamente dalle dinamiche di business ha messo in ombra uno degli obiettivi centrali della ricerca: creare macchine intelligenti sempre più proiettate verso la comprensione e la capacità di previsione degli esseri umani.

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Non solo questo potrebbe portare a sistemi tecnicamente più robusti, ma i miglioramenti avrebbero anche forti implicazioni sociali. Soprattutto perché l’incapacità dei sistemi di distinguere tra correlazione e causalità sembra essere anche alla radice di alcuni fenomeni che stanno facendo molto discutere come la discriminazione algoritmica.

Tra le tematiche da portare al tavolo del dibattito, ci sono anche quelle dei ricercatori che, non avendo grossi finanziamenti a cui fare affidamento, restano ai margini e quelle delle comunità che potrebbero essere maggiormente colpite da eventuali bias di programmazione, di cui è fondamentale canalizzare le prospettive.

Una delle tendenze più entusiasmanti riguarda l’emergere del machine learning partecipativo.

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