A cura di Lorenzo Tuzi

cambiamenti climatici e l’inquinamento non sono dovuti soltanto alle emissioni e all’impatto ambientale dati dalla produzione industriale, automobilistica, degli aerei e alimentare.

Il web e le sue infrastrutture, tra cui i data center, sono anch’essi una delle ragioni influenti sul deterioramento dell’ambiente. La costante connessione con molteplici device alla rete ed il conseguente utilizzo di enormi quantità di dati hanno un impatto ambientale notevole, in quanto si consuma energia, spesso ricavata da combustibili fossili.

La crescente quantità di dati che devono elaborare i data center ne determina la crescita in termini dimensionali e li rende sempre più costosi in termini di mantenimento, aumentando l’energia necessaria per il funzionamento e il raffreddamento.

Solo nel 2018, i video in rete hanno contribuito a generare 300 milioni di tonnellate di  CO₂, inoltre, secondo una ricerca di Shift Project, un’organizzazione non-profit che si occupa del tema delle energie rinnovabili, la tecnologica digitale oggi inquinerebbe più dell’intera industria aeronautica civile.

Anche i servizi Cloud ed i portali online hanno un impatto ecologico non indifferente come ha messo in evidenza un rapporto di Geenpeace.

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Combattere l’inquinamento: efficienza energetica e sostenibilità possono convivere

Sono però tanti i player di mercato che stanno lavorando sull’efficienza energetica per ridurre i consumi e garantire una maggiore sostenibilità.

Tante compagnie hanno infatti annunciato il loro impegno ad alimentare i propri server e data center esclusivamente con energie rinnovabili e stando al report annuale di Greenpeace, al momento, aziende come Apple, Facebook e Google risultano essere in prima linea per questa missione.

Google per esempio ha adottato Data Center e centri di lavoro rivisti ed adattati alle necessità green, che utilizzano energia ”carbon-free” e sta inoltre elaborando un piano energetico completamente rinnovabile da attuare entro il 2030.

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