Il tema della salute ambientale non riguarda solo lo smaltimento dei rifiuti, le emissioni dei veicoli di trasporto e l’urbanizzazione, ma anche la tecnologia digitale e l’innovazione.

Nonostante Internet, insieme al digital, sia uno dei mezzi che ha permesso un’interazione ed una comunicazione immediata agli utenti, limitando esponenzialmente il consumo della carta nel corso dei decenni, esso rappresenta anche una piattaforma dove il consumo di energia è corposo e costante.

A tal proposito, l’agenzia di digital marketing AvantGrade ha stilato delle linee guida per evitare comportamenti che causano emissioni digitali dannose e sviluppato uno strumento di misurazione: Karma Metrix, un algoritmo basato sull’intelligenza artificiale che quantifica la performance ecologica di una o più pagine web.

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Un Internet green

File, trasmissioni streaming, applicazioni, tecnologie di archiviazione cloud, pagine web, e comportamenti “scorretti” come la conservazione di app e contenuti multimediali inutilizzati contribuiscono all’emissioni di  CO2, ad esempio ogni ricerca sul web produce circa 7 grammi di anidride carbonica.

Andando avanti nei decenni dispositivi ed infrastrutture digitali consumano quantità sempre maggiori di elettricità, questo sia per la loro diffusione che per il numero di funzioni svolte. Secondo il report Lean ICT Report di The Shift Project, nel 2008 le tecnologie digitali ICT hanno contribuito per il 2% alle emissioni globali di  CO2, mentre nel 2020 sono arrivate al 3,7% e raggiungeranno l’8,5% circa nel 2025.

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