Fonte: Leopoldo Benacchio – Italia e Usa insieme sulla Luna. Ecco per fare cosa – 26 settembre 2020

Alcuni studi di storia della cultura sostengono che quel 20 luglio del 1969 sia cambiata la nostra percezione della vita del genere umano sulla Terra. Le immagini dell’allunaggio trasmesse in tutto il mondo, quella voce un po’ metallica e distante che annunciava “un grande passo per l’umanità” hanno causato sulla Terra una variegata gamma di emozioni negli spettatori che da una TV seguivano la diretta.

Ovviamente l’emozione maggiore si è prodotta nel pubblico statunitense che all’eccitazione per un così incredibile evento poteva a buona ragione mescolare un senso di orgoglio patriottico per essere stati gli artefici di questo prodigio tecnologico. Tuttavia la missione denominata “Apollo11” fu di fatto l’ultima missione riuscita in tema di moon-landing. Gli osservatori più critici sottolinearono come in realtà la missione fosse stata una “gita” sulla Luna  molto costosa e in pratica inutile (per non menzionare i negazionisti dell’allunaggio).

Un grande numero di opere cinematografiche è stato creato riproponendo la possibilità del viaggio umano nello “Spazio” e fino a qualche tempo fa l’idea di poter far tornare sul satellite della Terra una missione con esseri umani, o ancor più ambiziosamente su un altro pianeta del Sistema Solare, veniva bocciata a causa degli elevatissimi costi che si sarebbero dovuti sostenere. Poi qualcosa è cambiato.

Gli Stati Uniti tramite la N.A.S.A. hanno deciso di programmare un nuovo sbarco umano sulla Luna per il 2024, ma questa volta non solo per fare una “passeggiata” e piantare una bandiera a stelle e strisce. Il progetto prevede infatti anche la costruzione di insediamenti abitativi che fungeranno da “rampa di lancio” per una eventuale missione sul pianeta Marte.

Il programma si chiama Artemide e ha un nome niente affatto casuale; infatti nella mitologia greca classica Artemide è la gemella di Apollo.

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Un nuovo equipaggio per la Luna

Che i tempi siano cambiati in tema di gender equality lo si vede dalla volontà di una maggiore inclusione del genere femminile nella missione ed ovviamente non solo riguardo al nome della missione, ma anche rispetto al reclutamento di numerose cadette per l’addestramento. L’Italia vanterebbe già una esperta astronauta donna come Samantha Cristoforetti, tuttavia questo accordo tra Governo Italiano e NASA non significherà purtroppo “automaticamente” che ci saranno astronauti italiani sul suolo lunare infatti nelle dichiarazioni ufficiali non si è mai accennato a questa ipotesi.

Il progetto prevederebbe anche la costruzione di una stazione spaziale attorno alla Luna, più piccola della attuale che sta a soli 400 chilometri di altezza dalla Terra, per permettere un più agevole viaggio tra Terra e Luna. Gli astronauti, quindi, partiranno dalla Terra, arriveranno su Artemide, la stazione spaziale lunare, e da lì andranno a turni sulla Luna, per poi tornare sulla stazione a intervalli prestabiliti.

L’idea è quella di provare ad abitare la Luna e capire quanto sia sfruttabile il suolo per l’estrazione di minerali o per impiantarci laboratori scientifici che sfruttino la forza di gravità minore rispetto alla terra (circa sei volte). L’Italia parteciperà a questa avventura.

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