Fonte: https://www.startmag.it/smartcity/mobilita-disabilita-occorre-pianificare-anziche-ricordare-nella-giornata-internazionale/

A cura di Marco Foti

Ne hanno parlato tutti, anche il Presidente della Repubblica in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità: “Il livello di civiltà di un popolo e di uno Stato si misura anche dalla capacità di assicurare alle persone con disabilità inclusione, pari opportunità, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica”.

Peccato che la realtà purtroppo non è misurabile con le capacità riportate dal Presidente nel Suo messaggio.

Ritengo che oggi si debba partire da questo presupposto: “dalla città ostile alla città amica”. Perché?

I centri urbani, ed i relativi sistemi per la mobilità, sono scomodi per tutti e per molte persone sono addirittura impraticabili: su questo vi è una convinzione generale. Ugualmente, però, siamo tutti convinti che per migliorare gli spazi costruiti e le nostre città sia possibile utilizzare leggi che esistono da tempo.

Secondo le stime dell’Unione Europea le persone con disabilità che vivono all’interno del vecchio continente oggi sono circa 100 milioni, una cifra che tende ad aumentare a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Secondo una stima del Censis in Italia sono oltre quattro milioni le persone con disabilità, trend stimato in crescita e pari a 6,5 milioni nel 2040.

Viste queste cifre considerevoli e differenti per territori, l’Unione Europea ha ritenuto necessario inserire nella sua agenda il tema e le problematiche legate all’accessibilità in Europa, termine che in questo caso è utilizzato con un’accezione molto ampia e che vuole comprendere prodotti, servizi, infrastrutture e tutto ciò che deve essere semplificato per un accesso ed uso da parte di persone con disabilità e non solo.

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Su questo tema si è mossa in primis la Commissione Europea che ha pubblicato una proposta di direttiva per l’adozione dell’Atto Europeo di Accessibilità (AEA). Un atto che ha lo scopo di definire i criteri di accessibilità per una serie di prodotti e servizi che possono essere considerati fondamentali per le persone con disabilità, sia temporanea sia permanente, e che dovrebbero essere rispettati obbligatoriamente da tutti gli Stati membri dell’UE se la direttiva per la creazione dell’AEA venisse approvata.

La proposta di direttiva, approvata dal Parlamento Europeo, prevede che gli Stati debbano garantire ai propri cittadini l’accessibilità verso i distributori automatici di biglietti e check-in, gli sportelli bancomat, i PC e sistemi operativi, i telefoni e televisori, i servizi bancari per i consumatori, gli e-book, i servizi di trasporto (compresi i trasporti pubblici urbani quali metropolitana, ferrovia, tram, filobus e autobus) ed i servizi connessi, l’e-commerce e gli altri servizi, quali terminali di pagamento, lettori di e-book e siti web.

In Italia, sin dal 1971, una serie di provvedimenti ha sancito impegni ed obblighi per tecnici ed amministratori, anche se in quell’epoca la necessità dei provvedimenti non era stata ancora assorbita culturalmente. Queste pressioni hanno portato alla emanazione di Leggi importanti tra le quali la 13/89, il DM 236/89, la 104/92, “Legge quadro sull’handicap” e il DPR 503/96. Attualmente quindi, le disponibilità normative sull’accessibilità ed il superamento delle barriere architettoniche, sono notevoli ma gestite con strumenti inadeguati. Motivo per cui si conferma essenziale l’Atto Europeo di Accessibilità.

I problemi conseguenti hanno ricadute negative di tipo sociale ed economico, su un’ampia fascia di persone con svantaggi per una ridotta mobilità. È necessario, pertanto, invertire la tendenza e potenziare le azioni concrete che attuino le Leggi ed abbiano efficacia per rendere lo spazio costruito, i sistemi di trasporto ed il territorio, realmente vivibili da parte di tutti i cittadini. Occorre superare i limiti fin qui dimostrati nel porre decisione e continuità, destinare risorse umane e finanziarie, individuare priorità da affrontare anche sul tema della fruibilità urbana e della mobilità sia in modo generalizzato sia con particolare riguardo per chi ha difficoltà motoria o sensoriale.

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