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Black Hat

Black Hat USA 2020: la presentazione di Marcello Pogliani e Federico Maggi

Marcello Pogliani, Security Engineer presso Secure Network, ha partecipato ieri, 5 Agosto, insieme a Federico Maggi, di Trend Micro Research, alla 23° edizione del Black Hat USA.

Il lavoro, oggetto della presentazione, è stato svolto in collaborazione con Trend Micro durante il dottorato di ricerca al Politecnico di Milano.

Tra gli autori del lavoro anche Stefano Zanero, Professore Associato presso il Politecnico di Milano e Presidente di Secure Network, oltre che Davide Quarta post-doc presso EURECOM, e Marco Balduzzi di Trend Micro Research.

La presentazione, dal titolo “OTRazor: Static Code Analysis for Vulnerability Discovery in Industrial Automation Scripts” è stata trasmessa in streaming.

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Che cos’è Black Hat?

Black Hat Briefings è una delle più grandi e rinomate conferenze di cybersecurity a livello internazionale. Nata nel 1997 per iniziativa di Jeff Moss, si tiene ogni anno a Las Vegas e attira circa 20,000 partecipanti ogni anno, attirati da un centinaio di presentazioni selezionate da una apposita review board composta da esperti del settore.

Si tratta del principale evento mondiale sulla sicurezza delle informazioni in cui vengono approfondite le ultime ricerche in materia di cybersecurity, sviluppo e nuove tendenze.

L’evento comprende una conferenza, sessioni di training con i maggiori esperti a livello internazionale, e una “business hall” ovvero una fiera di settore con quasi 300 espositori. Inoltre, si tengono ogni anno conferenze “gemelle” in Europa e in Asia. Quest’anno, a causa della pandemia in corso, l’evento si tiene in forma digitale dal 1 al 6 agosto.

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Valuta

Il mondo che verrà. Valuta digitale: quale futuro?

“Virtually money: la Cina punta a lanciare la prima valuta digitale ufficiale al mondo”, The Economist, 23 aprile 2020 Articolo su www.economist.com.

a cura di Marzio Di Feo

La risposta della Banche centrali alla pandemia è stata frenetica. Oltre che ad iniettare enormi quantità di denaro nel sistema monetario, ne hanno anche pulito altrettante. Dall’America alla Corea del Sud, le banche centrali hanno “messo in quarantena e disinfettato” le banconote contaminate. Questo problema dovrebbe renderle ancora più affascinate dall’idea di valuta digitale ora sperimentata in Cina. Se redditizio, questo nuovo sistema può cambiare il modo in cui le banche centrali gestiscono le liquidità.

Dozzine di banche centrali hanno già iniziato a valutare l’adozione di valute digitali. Tuttavia, solo alcune hanno messo in atto i processi e i meccanismi necessari e nessuna si è spinta così lontano come la Cina, che sembra destinata a diventare la nazione principale a mettere in piedi un forex digitale (Central Bank Digital Currency, CBDC).

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La Cina ha iniziato a esplorare l’idea nel 2014 a causa dello sconvolgimento tecnologico nel suo sistema monetario. Un decennio fa era dominato dai contanti, ma le transazioni via smartphone negli ultimi 12 mesi hanno raggiunto 347 miliardi di yuan (49 miliardi di dollari). Un forex digitale ufficiale può aiutare a gestire il pericolo finanziario nato da questa transizione. Se i metodi di pagamento via smartphone venissero bloccati o andassero in failure, gli individui potrebbero aver bisogno di denaro contante che è sempre meno presente in circolazione.

Prendi il CBDC: gli individui possono trasferire il contante digitale “ufficiale” in portafogli virtuali su smartphone autorizzati dalla banca centrale. Potrebbero inoltre essere in grado di scambiare denaro anche offline tramite Bluetooth.

Tuttavia, il beneficio più grande per la Cina è rappresentato da un potenziale innovativo della CBDC.

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Netflix

Il mondo che verrà. Netflix è il nuovo petrolio!

Joanna Patridge, “Netflix raggiunge un valore di mercato di 196 miliardi di dollari e ora vale più di ExxonMobil”, The Guardian, 16 aprile 2020 Articolo su www.theguardian.com.

a cura di Marzio Di Feo

Netflix si è trasformata in un’azienda più preziosa del colosso petrolifero statunitense ExxonMobil anche a causa dell’aumento delle visualizzazioni e degli accessi durante la quarantena in risposta al Coronavirus.

Ad aprile 2020, le azioni della società sono aumentate del 5% nelle prime negoziazioni di Wall Street raggiungendo un nuovo record di 448 dollari ad azione e portando il suo valore di mercato a 196 miliardi di dollari.

Allo stesso tempo, il prezzo delle azioni di ExxonMobil è sceso del 3% fino a raggiungere 39,30 dollari con una capitalizzazione di mercato di 166 miliardi di dollari dopo il crollo del prezzo del petrolio delle scorse settimane. Già nel 2013 Netflix aveva raggiunto le prime posizione in ambito high tech, ma ora vale circa il 13% in più di Apple e Microsoft.

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Netflix, che ha oltre 160 milioni di abbonati in tutto il mondo, è stato potenziata dal successo dei contenuti originali rilasciati dopo l’imposizione di misure di isolamento e distanziamento sociale in tutto il mondo, come, ad esempio, la serie di documentari divisi in sette episodi “Tiger King”, che racconta la storia di Joe Exotic, un eccentrico allevatore di grandi felini.

Anche i concorrenti, come Prime Video di Amazon, con circa 118 milioni di utenti, e il nuovo servizio di streaming Disney+, hanno tratto benefici da queste misure.

Ad esempio, Disney +, lanciato nel Regno Unito e in altri mercati dell’Europa occidentale a febbraio, ha già raddoppiato la sua base di abbonati globali a 50 milioni.

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China

Towards a New Cold War?

The Stealth War: How China Took over While America’s Elite Slept by Robert Spalding. New York: Penguin Random House, 2019, pp. 256.

di Marzio Di Feo

Robert Spalding, a retired Air Force Brigadier General, worked for the Defense and State Departments and, as Senior Director for Strategy to the President, he was the chief architect for the national competition framework in the Trump administration’s National Security Strategy (NSS).

The Stealth War is an “executive summary” of the challenges that Western democracies face in the interconnected and globalized world. In this perspective, the enemy faced by the West, according the author, is the growing “weaponry” system developed by the Central Committee of the Communist Party of China (CCP). As the author states: “China is closing on achieving its goal of influencing the politicians and corporations of the United States” (xiii).

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China

In doing this, China seeks to portray itself as law-abiding and just, manipulating how observers comprehend past, present, and future and accelerating influencing operations “by attempting to become the world’s technology leader, corner the telecommunications market, and export totalitarian social controls to the leaders in developing nations” (xv).

It is worth nothing that the book is not a typical warning essay, providing dystopian future. It is rather a realistic perspective somewhat sensationalistic on when and how this new balance of power could affect and reshape global order as totalitarian regime monitoring lives, thoughts, or racking action against the West. From a national security perspective, the bipolar order during the Cold War was not just based on the development of nuclear weapons.

The West spends its money on “butter” (recalling the “guns versus butter model” between a nation’s investment in defense and civilian goods), i.e. infrastructures, STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) education, research and development. In other words, national security means not focusing on military as a deterrent but on the development of a strong industrial base, investing for the protection against the challenges posed by globalization.

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Coronavirus

Il mondo dopo il Coronavirus

di Yuval Noah Harari

Yuval Noah Harari, storico, saggista e professore universitario israeliano in “Il mondo dopo il coronavirus. Questa tempesta passerà. Ma le scelte che facciamo ora potrebbero cambiare la nostra vita per gli anni a venire”, Financial Times, 20 marzo 2020 https://amp.ft.com/content/19d90308-6858-11ea-a3c9-1fe6fedcca75#%20-%20Harari.

L’umanità sta affrontando una crisi globale. Forse la più grande crisi della nostra generazione. Le decisioni prese da persone e governi nelle prossime settimane probabilmente daranno forma al mondo per gli anni a venire. Formeranno non solo i nostri sistemi sanitari ma anche la nostra economia, la nostra politica e la nostra cultura. 

Dobbiamo agire rapidamente e con determinazione. Dovremmo anche tenere conto delle conseguenze a lungo termine delle nostre azioni. Quando sceglieremo tra diverse soluzioni alternative, dovremmo chiederci non solo come superare i pericoli immediati, ma anche come sarà il mondo in cui abiteremo una volta passata la tempesta. Sì, la tempesta passerà, l’umanità sopravvivrà, la maggior parte di noi sarà ancora viva, ma abiteremo in un mondo diverso.

Molte misure di emergenza a breve termine diventeranno parte della nostra quotidianità.

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Il Coronavirus ha cambiato la società

Questa è la natura delle emergenze. Accelerano i processi storici. Le decisioni che in tempi normali potrebbero richiedere anni di valutazione vengono prese in poche ore. Le tecnologie immature e persino pericolose vengono messe all’opera, perché, altrimenti, i rischi derivanti dall’immobilismo sarebbero maggiori. Interi paesi saranno le cavie domestiche di esperimenti sociali su larga scala. Cosa succede quando tutti lavorano da casa e comunicano solo a distanza? Cosa succede quando l’intero sistema scolastico va online? In tempi normali, nessun governo, impresa o ministero dell’istruzione accetterebbe mai di condurre tali esperimenti. Ma questi non sono tempi normali.

In questo momento di crisi, affrontiamo due scelte particolarmente importanti.

La prima è tra sorveglianza totalitaria e responsabilizzazione dei cittadini. La seconda è tra l’isolamento nazionalista e la solidarietà globale.

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Fonte: Financial Times.

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Petrolio

Petrolio e COVID-19, la seconda ondata e i rischi di instabilità

di Bruno Panedigrano

Il prezzo dei futures contracts per il petrolio è crollato a fine aprile poiché il mercato ha avuto difficoltà ad adattarsi alla bassa domanda causata dalla pandemia di COVID-19. Mentre le strutture di stoccaggio/deposito si riempivano di petrolio greggio, le aziende hanno iniziato a pagare i commercianti per liberarsi del prodotto. Gli ultimi numeri di maggio mostrano che le cose stanno cambiando in meglio, ma nonostante l’allentamento dei lockdown in molte parti del mondo, rimangono ancora alcune domande: perché è successo e cosa significa per il futuro della produzione di petrolio?

Per comprendere meglio il motivo della negativizzazione dei prezzi per la prima volta nella storia, guardiamo brevemente ad alcuni fatti-chiave che avrebbero potuto dirci che ciò sarebbe successo.

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La crisi del petrolio

Russia e OPEC, le principali nazioni produttrici di petrolio nel mondo, hanno avviato trattative per stabilire dei limiti alla produzione petrolifera. Queste interlocuzioni si sono interrotte all’inizio del 2020. A tali interlocuzioni è seguito un aumento del pompaggio di petrolio al fine di far fallire la concorrenza.

Con l’avanzare dell’epidemia di Coronavirus su larga scala globale e la drastica diminuzione dei viaggi, c’è stata di conseguenza una forte riduzione della domanda di petrolio. In genere, quando ciò accade in altri mercati, i consumatori tendono a trarre vantaggio dall’aumento dell’offerta e dalla riduzione dei costi acquistando grandi quantità di prodotti. Soprattutto durante le situazioni di emergenza, le persone in tutto il mondo sono disposte a comprare di più e fare scorta. Quando si tratta del mercato petrolifero, però, le cose sono molto diverse a causa del fatto che il prodotto non può essere immagazzinato in grandi quantità dalla “persona-media”, specialmente nella sua forma di petrolio greggio.

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Crisi Occidente

Il mondo che verrà. L’Occidente all’angolo?

G. John Ikenberry, “Le democrazie usciranno dal loro guscio”, Foreign Policy, 20 marzo 2020

a cura di Marzio Di Feo

A breve termine, la crisi darà carburante a tutti i vari campi del dibattito sulla grande strategia dell’Occidente.

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Una crisi sociale che farà prevalere l’individualismo sull’occidente?

I nazionalisti e gli anti-globalisti, i falchi cinesi e persino gli internazionalisti liberali vedranno tutti nuove prove dell’urgenza delle loro opinioni. Dato il danno economico e il collasso sociale che si sta verificando, è difficile vedere altro che un rafforzamento del movimento verso il nazionalismo, la rivalità tra grandi potenze, il disaccoppiamento strategico e simili.

Ma proprio come negli anni ’30 e ’40, potrebbe esserci anche un’evoluzione controcorrente più lenta, una sorta di internazionalismo ostinato simile a quello che Franklin D. Roosevelt e alcuni altri statisti hanno iniziato a articolare prima e durante la guerra.

Il crollo dell’economia mondiale degli anni ’30 mostrò quanto fossero collegate le società moderne e quanto fossero vulnerabili a ciò che FDR chiamava contagio. Gli Stati Uniti furono meno minacciati da altre grandi potenze che dalle forze profonde — e dal personaggio di Dr. Jekyll e Mr. Hyde — della modernità. Ciò che FDR e altri internazionalisti evocarono fu un ordine del dopoguerra che avrebbe ricostruito un sistema aperto con nuove forme di protezione e capacità di gestire l’interdipendenza.

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Smart Mobility

Smart Mobility, le frontiere di una nuova Business Practice

di Marco Foti

L’IMEDD (Istituto Mediterraneo di Studi e Sviluppo Sostenibile), un’organizzazione fondata nel 2018 con la missione di sostenere e promuovere la trasparenza, la credibilità e l’indipendenza nel giornalismo sulla base della garanzia della meritocrazia e dell’eccellenza nel settore, ha realizzato una ricerca sull’impatto della pandemia dovuta al coronavirus negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU (UNSDG). Secondo quanto riportato nello studio, l’emergenza sanitaria colpisce tutti i 17 punti dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

In particolare, riguardo al Goal 9 (Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile), la ricerca prevede una diminuzione nell’utilizzo dei mezzi pubblici, sia per le limitazioni alla circolazione, sia perché nella successiva fase di ritorno alla normalità (la cd Fase 2) si dovrà preferire l’utilizzo dei mezzi propri sia per prudenza sia per paura.

Una ulteriore conseguenza delle restrizioni introdotte dovrebbe comportare un aumento della richiesta di connessioni a banda larga e dell’utilizzo di Internet, dovuto alla maggiore attenzione al tema dell’accesso alla rete da parte sia dei privati sia delle imprese.

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Tecnologia e Smart mobility del futuro

La diffusione della tecnologia blockchain, dell’IoT e dell’Intelligenza Artificiale sta spingendo quindi la Governance di diversi Paesi verso lo sviluppo di potenziali applicazioni a supporto delle attività di monitoraggio nel settore pubblico, in special modo in relazione alle infrastrutture stradali. In termini generali, registri distribuiti, come la Blockchain, possono determinare una nuova infrastruttura ICT a supporto dello scambio di informazioni tra le amministrazioni pubbliche, i cittadini e le imprese.

Nuovi paradigmi sullo sviluppo sostenibile sono orientati all’impiego di IoT, Data Analytics, Intelligenza Artificiale a supporto delle Istituzioni per quanto concerne advisory e monitoraggio sullo stato di salute delle infrastrutture stradali e sulle opere accessorie al fine di evitare situazioni di rischio, sino al crollo/rottura delle stesse.

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Security

La Cyber Security per la Direttiva NIS: chi, cosa, come

Webinar sul tema Security

La Cyber Security per la Direttiva NIS: chi, cosa, come”. È questo il titolo del webinar,organizzatoda BV TECH in collaborazione con IBM, che si terrà mercoledì 16 settembre, ore 11.00,

A presiedere la discussione saranno i relatori Vincenzo Impedovo (v.impedovo@bv-tech.it), Security and Compliance Manager BV TECH, Paolo Piccardo (p.piccardo@bv-tech.it), Responsabile Business Unit SOC BV TECH e Alfonso Ponticelli (alfonso.ponticelli@it.ibm.com), QRadar Client Technical Professional, IBM.

Qui di seguito è presente la Pagina di registrazione per prendere parte all’evento: http://ibm.biz/bvtech_security_nis.

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Descrizione

La Direttiva NIS ed il relativo D.Lgs. di recepimento 65/2018 sollecitano gli OSE (Operatori di Servizi Essenziali) e gli FSD (Fornitori di Servizi Digitali) affinchè mettano in campo un approccio integrato di gestione dei rischi legati alla sicurezza delle informazioni.

Come per altre norme recenti, ad esempio il GDPR, la direttiva NIS chiede alle aziende di partire dall’analisi delle minacce a cui l’azienda è esposta e dalla valutazione dell’impatto conseguente il verificarsi delle minacce, per riuscire ad implementare azioni di contenimento e di contrasto che mitighino i rischi legati alla sicurezza delle informazioni e agli eventuali effetti sulla continuità di fornitura dei propri servizi.

Ma come implementare concretamente tutto ciò ?

BV TECH, Business Partner di IBM, fornisce i servizi di consulenza in tutte le fasi di implementazione del processo di gestione della Cyber Security e mette a disposizione il suo Security Operation Center (SOC) ed i suoi analisti di sicurezza per preservare la continuità del servizio dei propri Clienti.

Partecipa a questo webinar per scoprire come un approccio coordinato aiuta gli operatori di servizi essenziali ad implementare misure di prevenzione, gestione e mitigazione delle minacce cyber, per conseguire quindi un elevato livello di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

Ti aspettiamo on line!

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Mobilità

Post COVID-19, EL-V e nuova mobilità urbana

di Cino Repetto e Elena Cosso

LA MOBILITA’ ELETTRICA PER IL “NEW NORMAL”

Negli ultimi mesi, la pandemia COVID-19 ha modificato in tutto il mondo le abitudini della popolazione, tra cui quelle relative al bisogno di viaggiare e al modo di spostarsi.

Dopo la fase di lockdown i cittadini hanno infatti ripreso a vivere secondo una nuova “normalità”, che secondo gli esperti non si traduce solo in una temporanea risposta alla pandemia, ma che andrà a modificare in maniera permanente le abitudini della popolazione.

La paura dei contagi e le diverse restrizioni (l’uso obbligatorio delle mascherine, il rispetto del distanziamento sociale, etc…) hanno colpito duramente il settore del trasporto pubblico spingendo le persone a cercare alternative più sicure.

È stato così osservato un aumento sia della mobilità privata tradizionale, sia della domanda di noleggio (servizi di sharing) e di acquisto di veicoli elettrici leggeri (EL-V). Questi ultimi, in quanto mezzi di trasporto individuali (scooter, biciclette, monopattini), a cielo aperto e di facile disinfezione, sono diventati sempre più attraenti per il pubblico come opzione alternativa sia al trasporto pubblico che all’uso dell’auto propria.

Mobilità

Oltre al tema prioritario della sicurezza, due fattori hanno contribuito all’attrattività dei veicoli elettrici leggeri:

  • la sensibilità dei cittadini verso il tema della sostenibilità: rispetto ai veicoli tradizionali endotermici, gli EL-V non hanno un impatto ambientale diretto sul territorio, in quanto le loro emissioni di CO2 sono eventualmente decentralizzate nel luoghi di produzione di energia elettrica, non in quelli di consumo)
  • l’economicità dei costi di gestione e di utilizzo, soprattutto qualora l’investimento iniziale risulti parzialmente coperto dagli incentivi pubblici..

Conseguentemente, in tutti i Paesi si è assistito, nelle settimane immediatamente successive al lockdown, ad una repentina impennata del mercato degli EL-V, peraltro già da anni in trend di crescita negli ultimi anni.

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