Nei giorni scorsi, l’hashtag #internetdown è stato il più popolare per ore. I siti web della CNN, del New York Times, del Financial Times e del Guardian sono andati ko. Stessa cosa è accaduta per le applicazioni di Spotify e di Twitch.

In molti hanno pensato a criminali informatici ma, in realtà, si è trattato di un guasto alla rete gestita da una società che fornisce servizi di edge cloud.

La rete di Fastly, fornitore di servizi di cloud computing americano che ospita i dati e fornisce le applicazioni ai clienti (per lo più aziende), non ha funzionato. L’incidente è parso ancora più grave in quanto accaduto in concomitanza con l’accelerazione in Italia del trasferimento su cloud di tutti i dati e gli applicativi della Pubblica Amministrazione.

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Cloud sì o cloud no

Se quanto accaduto potrebbe gettare ombre sulla sicurezza o meno del cloud, in ogni caso non se ne possono negare i vantaggi.

Non solo il cloud fa sì che i dati e le tecnologie dialoghino tra loro e questo consente di svolgere dei servizi, ma diminuendo il numero di data center si riducono i punti esposti ad un attacco e migliora così la capacità difensiva.

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