A cura di Lorenzo Tuzi

Il mondo del lavoro è cambiato, ora siamo nell’industria 4.0 e l’innovazione fa sempre più parte della nostra quotidianità, ma tutelare la salute e garantire le migliori condizioni di lavoro per i propri dipendenti rimane un aspetto fondamentale della vita aziendale.

Un ambiente professionale che garantisca una maggiore sicurezza della salute comporta anche un netto miglioramento del benessere psicofisico della persona. Creare un ecosistema tale, che faccia cioè sentire il lavoratore totalmente tutelato, può facilmente avere risvolti positivi sul fattore produttivo e <<tradursi in una rinnovata motivazione e impegno nello svolgere le proprie mansioni, in migliori risultati aziendali e minori costi derivanti dalle assenze per malattia.>> Questo è il tema affrontato nel white paper di Comarch Healthcare, software house che si occupa di innovazione nel settore digital health e non solo.

La sicurezza sul lavoro incide anche sulla produttività dei dipendenti di qualsivoglia player di mercato. Per raggiungere un riscontro positivo tale produttività va incentivata con un sistema premiale remunerativo.

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Un modello nazionale ed europeo per il benessere sul luogo di lavoro

Solo nel 2017 a livello europeo sono stati registrati ben 3,3 milioni di infortuni e questi hanno comportato assenze di almeno 4 giorni dal posto di lavoro per evento. Negli Stati Uniti invece i lavoratori sono stati coinvolti in eventi di morbilità che hanno provocato ben 140 milioni i giorni di assenza annuali legati a motivi di salute, e 300.000 di questi lavoratori si sono ritirati dall’attività lavorativa per problemi di salute aggravati dall’ambiente di lavoro di cui facevano parte.

Questi dati hanno comportato, solo per gli USA, una perdita di 14,6 miliardi di dollari legata a:

  • Mancata esecuzione o ritardo nel lavoro assegnato;
  • Indennità del fondo per congedo per malattia;
  • Ridotta produttività dei lavoratori che, in sostituzione di lavoratore assente, hanno mansioni aggiuntive senza averne effettiva conoscenza e competenza, con relativa perdita economica legata al pagamento di straordinari;
  • Assunzione personale in sostituzione del dipendente in caso di assenza prolungata;
  • Formazione dei nuovi dipendenti;
  • Costo per il possibile affidamento a un’azienda esterna per l’introduzione di nuovi dipendenti.

Proprio per limitare questi danni c’è bisogno di strategie efficaci per un mondo del lavoro in continua evoluzione. La precarietà dei contratti, l’introduzione delle quote rosa, il lavoro notturno e su turni, l’inserimento di lavoratori con disabilità e l’utilizzo di nuove tecnologie, ovvero la cosiddetta industria 4.0, richiedono oramai una rivoluzione nell’approccio alle politiche di prevenzione e di tutela della salute.

In merito a ciò, proprio il Ministero della Salute italiano ha recentemente pubblicato il nuovo Piano Nazionale 2020-2025 per dettare gli approcci e le metodologie che verranno attuate riguardo “Infortuni e incidenti sul lavoro, malattie professionali”, anche in scenario pandemico e precario.

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