Quando la pandemia colpì un anno fa, si temeva che le azioni delle start-up non sarebbero mai state ripagate. Ma secondo un’indagine del The New York Times, negli ultimi sei mesi, almeno 35 società fondate nella San Francisco Bay Area, tra cui Airbnb, DoorDash e la società di data warehousing Snowflake, sono diventate pubbliche per un valore di mercato combinato di $ 446 miliardi.

Molte di queste società stanno attraversando quel periodo “di blocco” che impedisce agli addetti ai lavori di vendere la maggior parte delle loro azioni subito dopo un’IPO (Offerta Pubblica Iniziale). Ma quando finirà, nei prossimi mesi, possiamo aspettarci un aumento della ricchezza.

Anche solo alcune di queste IPO potrebbero creare circa 7.000 milionari, secondo un’analisi di EquityBee, una piattaforma che facilita le transazioni di capitale di avviamento.

È possibile che il reddito fiscale che ne deriverà sarà tale da spazzare via parte del previsto deficit di bilancio della California.

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Tecnologia e il resto dell’economia

La nuova ricchezza fa parte di un crescente divario tra il settore della tecnologia e il resto dell’economia. Tantissime catene di vendita al dettaglio sono fallite, i ristoranti hanno chiuso e la disoccupazione è aumentata vertiginosamente. Ma se c’è un settore che non ha conosciuto ombre, è quello della tecnologia: il passaggio allo smart working, agli acquisti online e alla socializzazione tramite gli schermi ha potenziato l’adozione di prodotti digitali e alimentato la crescita.

I furgoni Sprinter rappresentano ormai l’ideale della vacanza perfetta ed invece di abiti firmati, si va alla ricerca di nuovi abiti che stiano bene nelle video call, lezioni virtuali di trucco per la fotocamera e restyling per i loro sfondi Zoom.

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