A cura di Lorenzo Tuzi

Il tema della sostenibilità è sempre più importante per lo sviluppo futuro della nostra società. Ci troviamo nel decennio dell’ascesa dei valori, delle battaglie di Greta Thunberg e di un contesto pandemico dove i risvolti ambientali hanno un impatto mediatico altisonante ed autoriflessivo del mondo futuro.

Adottare buone pratiche e soluzioni green, oltre ad avere un risvolto etico, ha anche un forte impatto economico e dal punto di vista della brand awareness.

A dimostrare ciò sono le tendenze di mercato degli ultimi due anni, e non solo. Come documentato infatti dalla recente ricerca del 2018 del Top Employers Institute, ovvero l’ente che valuta le eccellenze aziendali a livello di HR e CSR (Corporate Social Responsibility) delle aziende di tutto il mondo, ben il 92% delle aziende italiane, su 90 analizzate, adotta programmi di responsabilità sociale ed ambientale con  programmi di formazione rivolti ai dipendenti.

La CSR può essere, infatti, definita come l’ambito riguardante le implicazioni di natura etica all’interno della visione strategica delle imprese o, per riprendere una policy dell’Unione Europea, con la comunicazione ufficiale n. 681 del 25 ottobre 2011, «La responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società».

È chiaro quindi come già questi primi elementi facciano emergere proprio l’importanza che l’aspetto green ha per le attività di business.

Se da un lato troviamo quindi questo forte traino sociale e mediatico per il fattore innovativo che spinge le aziende a sviluppare prodotti e soluzioni sostenibili, dall’altro è presente anche l’aspetto remunerativo di brand e fidelity nei confronti del potenziale utente finale.

LEGGI ANCHE: Dati, Diritti, Privacy e Libertà nell’era Coronavirus

Un impatto green istituzionale

Non sono, tuttavia, i soli player di mercato ad aver attuato questa strategia green, ma anche alcune istituzioni pubbliche, in particolar modo le università come La Sapienza, Roma 3 e Tor Vergata che hanno indetto Corsi di Laurea, progetti e merchandise ecosostenibili.

Dal 2013, oltre 68 atenei in tutta Italia hanno aderito ad una “rete per lo sviluppo sostenibile” (RUS). Dall’Università di Catania con la sua iniziativa Plastic Free a quella di Parma, che insieme alla Bicocca di Milano hanno realizzato una pubblicazione su  Ecological Economics riguardo le potenzialità e l’efficacia della raccolta differenziata. La RUS, in tal senso, ha proprio l’obiettivo di diffondere la cultura e le buone pratiche all’interno e all’esterno degli atenei per poter incrementare gli impatti positivi in termini ambientali, etici, sociali ed economici finalizzati al raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDG) dell’Agenda 2030.

Continua a leggere su Medium.