Fonte: “Trasporto pubblico e Covid, quanto rischiamo se su un autobus c’è un positivo?”, 1 maggio 2021, Start Magazine.

Di Marco Foti

Anche in caso di permanenza di 30 minuti a bordo di un mezzo di trasporto pubblico in presenza di un soggetto infetto, il rischio di contrarre l’infezione da parte degli occupanti è basso se tutti indossano correttamente la mascherina. I risultati dello studio dell’università di Genova

Nei giorni scorsi, sono stati presentati alla stampa i risultati di una ricerca dell’Università di Genova condotta anche sui mezzi pubblici di AMT, il gestore locale dei servizi di TPL, dal titolo “Modello di simulazione a supporto delle strategie di protezione dal COVID-19: applicazioni al trasporto pubblico urbano”.

Lo studio, in sostanza, ha sviluppato, messo a punto e validato sperimentalmente una metodica che permette di stimare il rischio di contagio su simulazioni di autobus da trasporto in differenti condizioni di servizio.

Dalla presentazione dei risultati si legge che il “Modello numerico è basato su tecniche di fluidodinamica computazionale (CFD). Dal calcolo si ottiene l’evoluzione dell’emissione patogena espirata da un soggetto infetto (emettitore) disposto in una determinata posizione all’interno de mezzo. L’evoluzione dell’emissione è condizionata dalla distribuzione del flusso di aria che si sviluppa all’interno per effetto di aria condizionata, apertura finestrini. Il modello tiene inoltre conto della portata di aria aspirata dal sistema di condizionamento e reimmessa dopo filtrazione, nell’abitacolo (ricircolo)”.

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Il modello, calibrato con una reale sperimentazione a bordo di un Mercedes Citaro G lungo 18 metri in esercizio a Genova, “contiene una serie di ipotesi di lavoro che risultano essere cautelative nella previsione del rischio di contagio. Ovvero viene considerata l’apertura di soltanto alcuni finestrini (vasistas) alternati sulle fiancate destra e sinistra, viene trascurato l’effetto di apertura delle porte in occasione delle fermate (che comportano un ulteriore effetto di ricambio aria, la capacità filtrante del sistema di ricircolo aria è stata ridotta al 50% rispetto al 90% di targa, l’emissione patogena è direttamente trasportata dal flusso di aria. Questo è rappresentativo del trasporto delle goccioline più piccole emesse dalla respirazione e che possono effettivamente raggiungere posizioni lontane rispetto all’emettitore”.

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