A cura di Lorenzo Tuzi

Abbiamo il piacere di intervistare Mattia Romani, Amministratore di Fitobiotech, startup che come il gruppo BV TECH condivide i valori del green e della sostenibilità.

Nata all’interno del Polo Scientifico e Tecnologico di ComoNeXT, Fitobiotech si dedica alla realizzazione di soluzioni per la salvaguardia di contesti agricoli, naturali ed urbani.

Fitobiotech propone infatti l’utilizzo di prodotti naturali, biotecnologie e sistemi robotizzati, ovvero droni, per la tutela delle aree. Sono stati i primi dal 2017 ad effettuare la lotta alla Processionaria del Pino con sistemi innovativi e sostenibili.

BV TECH ha la volontà di promuovere iniziative e progetti green a livello nazionale ed internazionale e, come Fitobiotech, nuovi metodi e tecnologie volte a rivoluzionare il settore della sostenibilità. Proprio recentemente T BRIDGE, società del nostro gruppo, ha preso parte al progetto europeo ELVITEN per la mobilità elettrica.

Mattia innanzitutto grazie per il tuo tempo. Come voi stessi affermate, il progetto Fitobiotech è nato grazie al supporto di ComoNeXT e la sua attività principale è quella di interventi di lotta agli organismi infestanti che portano al degrado delle zone naturali ed urbane. In Italia attualmente siete gli unici che offrono questa tipologia di servizio, quindi come è nato questo progetto con un target ed una mission così specifici?

Il progetto è nato nel 2016, grazie ad un programma di monitoraggio della Processionaria del Pino lungo le fasce prealpine lombarde. Al tempo è stato creato Bemap, un S.I.T. (GIS) operativo su base Google, che consente la georeferenziazione integrata e l’analisi di dati territoriali.

Da quel momento ci si è interrogati su quali fossero le tecnologie disponibili e come potessero essere adattate alla lotta sostenibile in aree verdi. Quindi la robotizzazione del primo prototipo di drone: lo “Stinger 8800”, un concentrato di tecnologia che consente di intervenire nido per nido.

Nel 2018, a seguito della vittoria del bando “Dall’Idea all’Impresa” di Camera di Commercio di Como-Lecco e ComoNExT, abbiamo avviato un’attività insieme al DBSV dell’Università di Biotecnologie di Varese che ha saputo perfezionare le modalità di utilizzo e somministrazione del fitosanitario specifico che viene direttamente iniettato all’interno del nido di processionaria dal drone.

Nel 2019 siamo diventati operativi e ci siamo immessi sul mercato. Numerose le pubblicazioni e le condivisioni: la stessa UNIMONT ci ha riservato uno spazio sul sito.

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Fitobiotech si occupa di effettuare i suoi interventi tramite l’ausilio di droni e software progettati e creati specificamente per contrastare le minacce che potrebbero compromettere le aree naturali e l’ambiente. Come avete ideato questi strumenti e quale tecnologia sfruttano?

Il Know How aziendale rappresenta l’intero percorso conoscitivo e sperimentale che la nostra azienda affronta ogni giorno, dal 2016. I problemi attesi e poi riscontrati direttamente sul campo sono stati la vera leva da cui sono fluite le nostre idee.

Principalmente sfruttiamo tecnologie GPS, sia per il monitoraggio che per le operazioni di intervento. Creiamo sistemi hardware e software per il miglioramento e la gestione delle tecniche di intervento da drone. Conduciamo analisi biotecnologiche per verificare e migliorare l’efficacia degli interventi. Operiamo nel rispetto delle norme, senza compromettere l’equilibrio ecosistemico delle aree in cui interveniamo.

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