Clubhouse è un social network lanciato nel 2020 che è diventato popolare solo recentemente. La sua particolarità è che è una piattaforma basata sui contenuti audio e la suddivisione in stanze nelle quali gli utenti si scambiano contenuti vocali.

Tuttavia, dopo i recenti leak di dati che hanno coinvolto Facebook e LinkedIn, anche Clubhouse è stata travolto dalle notizie sulla diffusione di alcuni dati personali di 1,3 milioni utenti tramite una tecnica di web scraping.

La società ha diffuso tramite il suo profilo ufficiale Twitter un comunicato che ha messo in evidenza come non sarebbero stati vittima di nessun data breach, ma che i dati pubblicati dai presunti criminali informatici fossero già condivisi pubblicamente sui profili degli utenti e chiunque poteva accedervi tramite le API di Clubhouse stessa.

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Buone norme di comportamento riguardo i nostri social network

Insieme alla smentita di Clubhouse è arrivata anche quella di Microsoft, che ha rassicurato gli utenti di LinkedIn. Secondo le affermazioni della società di Redmond, il data breach che ha coinvolto i 500 milioni di suoi utenti non presenterebbe i dati di coloro che hanno impostato il loro account come privato.

Stando a queste affermazioni, sarebbe quindi opportuno adottare alcune buone norme di comportamento per tentare di prevenire la diffusione di informazioni almeno in maniera preliminare come la modifica delle impostazioni sulla privacy e l’attivazione del sistema di autenticazione a due fattori, per cercare di prevenire eventuali tentativi di accesso da parte di utenti esterni.

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