A cura di Paola Chiara Tolomeo

La pandemia di COVID, di cui si parla da mesi, ha trasformato la vita e le abitudini di tantissime persone. Di conseguenza, è esplosa la minaccia delle frodi che, approfittando dello smart working, si è insinuata con meccanismi e scenari d’attacco volti a deviare i pagamenti dei cicli di produzione a beneficio dei truffatori sfruttando comunicazioni fraudolente.

È stato questo il filo conduttore del webinar “Minaccia (non solo) sanitaria: le frodi approfittano del virus, come difendersi?”. Il workshop, in formato digitale, si è svolto lo scorso 1 dicembre grazie all’organizzazione presieduta dal Gruppo BV TECH insieme a Banksealer, in collaborazione con ACFE e con la partecipazione di Maire Tecnimont.

Fabio Tortora, Founder and Past President of ACFE Italy Chapter | Fraud Governance Specialiste, ha aperto la sessione degli interventi spiegando come il COVID ha indotto un grande cambiamento nel modo di lavorare: molte aziende, alcune attrezzate ed altre molto di meno, sono state costrette ad adottare modelli di produzione e gestione basati sullo smart working.
Le vulnerabilità sono emerse in maniera drammatica. Ad agosto, le aziende avevano subito un aumento delle frodi del 77%, ma l’evoluzione del fenomeno sta arrivando a sfiorare quasi il 100%. Ciò è dovuto, spiega Tortora, al cambiamento del modo di lavorare che ha portato a rendere inefficaci i sistemi di controllo, molti dei quali sono basati anche sulla presenza fisica dei dipendenti in azienda.

LEGGI ANCHE: Intelligenza Artificiale e Sanità, una Rivoluzione in Accelerazione

Un webinar rivolto alla prevenzione

Tra i casi di frode a maggior crescita, ci sono quelli legati agli aspetti cyber: un fenomeno che non tende ad arrestarsi.

“Chiunque oggi si affaccia su internet per comprare qualcosa, si espone ad un rischio: molti fornitori si sono attrezzati per offrire servizi online e tra questi si possono nascondere anche organizzazioni criminali, bravi a sfruttare momenti di crisi”.

Le nuove sfide di oggi sono quindi legate alla distanza fisica, al mancato controllo delle persone, che spinge a ripensare come formare le risorse e creare una consapevolezza dei rischi, spronando gli stessi a diventare parte attiva in un processo di prevenzione che necessariamente li vede coinvolti sia come dipendenti d’azienda che di persone.

Ad oggi cosa sta succedendo?

“Le aziende stanno investendo in tecnologie e figure professionali, hanno scoperto un’area organizzativa che diventa sempre più importante e si stanno proiettando a soluzioni, partendo dalla consapevolezza del problema” ha concluso Tortora.

Continua a leggere su

Guarda il Webinar